La
NASA e la Standford University stanno studiando la possibilità di usare
un grande fascio laser per deviare i detriti che sono presenti
nelle orbite geostazionarie dei satelliti.

(Foto credit: prism-magazine.org)
James Mason, uno scienziato della NASA Ames Research Center, ha pensato di utilizzare un fascio laser, posizionato in prossimità di un telescopio, per centrare la cosiddetta” spazzatura spaziale” che orbita in prossimità dei satelliti, dei veicoli spaziali e dellestazioni orbitali.
Si è visto che oramai l’atmosfera, in un’orbita attorno
ai 35 km di altezza, è quasi satura di materiali inerti di varia natura
e dimensione; tutti derivanti da vecchie missioni spaziali ed in
una sorta di stallo orbitale si possono rivelare molto pericolosi per
satelliti e stazioni ancora attive nelle orbite delle stazioni spaziali e
dei satelliti meteo e per le telecomunicazioni.
Come funziona questo raggio laser? Sintetizzando diciamo che si sfutterà la pressione che le particelle fotoniche del laser imprimono sui detriti presenti nell’orbita terrestre.
Quindi
non polverizzeranno ma bensì sposteranno questi materiali inerti, in
altre posizioni evitando che collidano tra loro. Infatti secondo una
nota teoria, detta sindrome di Kessler, la formazione dei detriti
spaziali è maggiore rispetto alla loro stessa distruzione bruciando
naturalmente nell’atmosfera terrestre.
Di conseguenza il rischio è di trovarci con un’atmosfera satura di detriti che si urtano tra di loro in modo incontrollato con
tutte le tragiche conseguenze che ne deriverebbero. Ricordiamo inoltre
chenel 2009 due satelliti, uno commerciale americano (IRIDIUM 33) ed uno
ormai in disuso russo (Cosmos 2251) , si sono scontraticreando centinai di detriti potenzialmente pericolosi per alrtri satelliti.
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